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Consigli utili per trovare un buon bookmakers online

Se cerchi un adeguato bookmakers online, il quale riesce a soddisfare bene le tue aspettative devi considerare alcuni fattori. Da poco ti sei avvicinato a questo campo e non hai conoscenze? Se la risposta è si, allora quanto stai per leggere può rivelarsi utilissimo.

Iniziamo con i nostri 8 suggerimenti che ti possono facilitare la scelta e quanto riguarda questo settore.

  1. Come prima cosa pensa sempre che il bookmakers debba essere registrato oltre che seguito perché gode di una certa notorietà
  2. Scopri gli anni di attività che riguardano il bookmakers. Può servire a farti un’idea! Tuttavia ti ricordiamo che come parametro non è attendibile al 100%. Il motivo è semplice, alcuni tra questi possono avere appena aperto ma rivelarsi meglio di altri bookmakers già presenti da anni
  3. Un bookmakers che viene reputato ottimo ha sempre un’iscrizione rapida. La persona che entra deve trovare la sessione intuitiva e non perdere troppo tempo a capire come possa funzionare! Generalmente l’iscrizione è anche guidata, così da semplificare le cose
  4. Il regolamento se non è chiaro allora non è da prendere in considerazione, di conseguenza puoi passare ad un’altra piattaforma. Serve trasparenza fin da subito
  5. I metodi per il deposito e il prelievo del denaro sono pochi o no? Questo è un parametro che ti permette di capire su quale bookmakers ti sei affidato. Naturalmente se accetta le Carte di Credito, la PostePay, le MasterCard e mon solo va più che bene
  6. Gli sport e le partite sono molto seguite dagli appassionati. Se puoi optare per un gran numero di eventi allora la piattaforma può fare al caso tuo. Molti bookmakers invece non danno così libertà di scelta
  7. Ricorda sempre che puoi aver bisogno di aiuto e quindi ti occorre senza dubbio un’assistenza clienti. Molti bookmakers sono ottimi sotto questo aspetto perché offrono contatti via telefono, email e live chat.
  8. Devi sapere da quanto parte la scommessa minima e quella massima, così che puoi sentirti o no il bisogno di iscriverti alla piattaforma online. Vi sono anche scommesse che partono da 1€, quindi non parliamo di molto denaro.

Su www.betnuovo.com puoi trovare quante informazioni più possibili e suggerimenti utili al caso

Casa tra mere a campagna: tutti i vantaggi

Fare un investimento per acquistare una casa che si trova nella campagna ferrarese è un’ottima idea perché si è poco distanti dal mare e le altre possibilità di visita sono davvero moltissime.

Relax in campagna

Il casale rustico vendita è perfetto per le giovani coppie che vogliono stare un po’ distanti dalla caotica riviera ma anche per le famiglie che vogliono avere una seconda casa che si trova a metà strada tra la campagna e il mare per sfruttare ogni giorno libero dal lavoro: in poche ore di macchina si raggiugere la destinazione per potersi rilessare lontano dagli impegni della città.

Il tour enogastronomico

La zona di Comacchio in provincia di Ferrara è perfetta per organizzare un bel tour enogastronomico per scoprire quali sono i patti legati alla tradizione comacchiese.  Il casale rustico vendita è perfetto per partire alla scoperta dei piatti tipici a base di anguilla come le anguille con il brodetto oppure il risotto con l’anguilla, dato che è un pesce che si pesca da sempre in queste zone dove i fondali sono bassi e sabbiosi. I molti paesi vicini sono perfetti per andare alla ricerca di sagre tipiche dove scoprire le vere tradizioni culinarie dalla zona.

Le escursioni

Moltissime sono le escursioni che si possano organizzare nella zona poiché si tratta di un luogo che ha davvero molto attrattive. Chi ama lo sport può andare in biciletta lungo la riviera dell’alto adriatico fino al delta del Po, punto in cui il più lungo fiume di Italia si getta nel mar Adriatico creando una serie di isolette sabbiose che sono diventati il prefetto rifugio per moltissimi uccelli acquatici. I pesci che stanno nel fondale sono il cibo preferito di aironi, fenicotteri, martin pescatore e molti altri uccelli che si possono ammirare con sforzo zero. Da fare è anche la visita alle saline delle valli di Comacchio dove ancora oggi viene prodotto il sale marino con i sistemi più antichi e tradizionali.

Organizzare traslochi: 3 consigli pratici su come smontare i mobili

Procurare il materiale e curare la sicurezza

Quando sei alle prese con la fase dello smontaggio dei mobili, come prima cosa, procurati tutto quello che può esserti utili, iniziando da una cassetta degli attrezzi ben fornita. Sarebbe utile anche una scala se devi raggiugere dei mobili molto alti. Ricorda che un avvitatore elettrico o un trapano sono perfetti per velocizzare il lavoro di svitare le viti, perciò verifica che questi siano carichi. Infine, lavora in piena sicurezza indossando almeno le scarpe da ginnastica: molti iniziano lavori come lo smontaggio dei mobili in ciabatte con il rischio che un pezzo del mobile cada e vada a finire sul piede, infortunandolo. Anche i guanti possono essere utili a chi svolge certe operazioni. Meglio avere anche dei cartoni o delle coperte vecchie da mettere per terra per evitare di rovinare il pavimento con la caduta accidentale di attrezzi e parti del mobile.

Chiedere una mano

Invece di iniziare dei lavori come lo smontaggio dei mobili da soli, sarebbe meglio chiedere una mano a un amico o un parente, in particolare per trattare i mobili più grandi senza disagi. Puoi anche chiedere algia esperti dei traslochi di affiancarti in queste delicate operazioni. Grazie alla loro pluriennale esperienza, puoi anche richiedere modifiche del mobilio perché questo si adattai alla perfezione agli spazi della nuova casa.

Smontare con criterio

Meglio sapere come smontare un mobile con un certo criterio onde evitare confusione della fase del rimontaggio. Inizia scattando fotografie o facendo uno schizzo su carta per ricordarti come era montato il mobile, inizia togliendo ante, cassetti e poi mensole. Man a mano che togli pezzi come viti e meccanismi vari, mettili in un contenitore separato per non perderli o mischiarli con altri. Scrivi con un pezzo di carta attaccato con un po’ di scotch su ogni parte dove andava messo, come per esempio anta superiore sinistra, base centrale, etc.

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Business 2018: i social e il web non hanno ancora sostituito i biglietti da visita

Nonostante moltissime cose nel settore del lavoro si siano oggi spostate sul web e sui social, il biglietto da visita di un professionista resta ancora un elemento cardine che non può mancare. Questo prodotto di cartoleria è, infatti, il mezzo più corretto e opportuno per mantenersi in contatto con clienti potenziali e per arricchire la propria immagine personale. I biglietti da visita, oltretutto, oggi sono molto più ricchi rispetto a una volta. Vi vengono, infatti, riportati dati molteplici che rimandano anche ad altre informazioni sul web. Ci sono per esempio scritti: l’indirizzo e-mail, il link ai social, il nome Skype e per i più innovativi il Qr Code che riporta al proprio sito web.

Alla luce di tutto ciò, insomma, il biglietto da visita cartaceo non può ancora essere sostituito da un qualunque suo alter ego virtuale. Si tratta di un complemento immancabile per un professionista serio e non ne vanno sottovalutati contenuti, qualità e forma. Avere con sé un biglietto da visita durante un appuntamento di lavoro e, diciamolo, anche in incontri casuali può fare davvero la differenza fra successo e insuccesso. Se occorre, basta un semplice gesto per lasciare traccia di sé al proprio interlocutore e rimanere così in contatto con lui. Mettersi a cercare una penna e scrivere il proprio numero su un foglietto di carta, magari straccia, è poco professionale, poco elegante e inopportuno.

Dove si acquista il biglietto da visita

Il biglietto da visita è sicuramente un mezzo di comunicazione d’eccellenza per promuovere se stessi e per distinguersi dalla massa. Il responsabile di un’attività o un professionista, infatti, non può esimersi dall’averlo sempre con sé. La creazione fa fatta con coscienza e valutando diversi elementi, per ottenere un prodotto perfetto e che rispecchi la propria professionalità. Il costo dei biglietti da visita di solito non è esoso, soprattutto se ci si rivolge a una stamperia online, come iPrintdifferent. Per richiedere informazioni o stampare un biglietto da visita di qualità, basta seguire semplici passi qui: https://www.iprintdifferent.com/12-biglietti-da-visita.html.

Il manuale di un buon biglietto da visita

Questo prodotto deve essere ben fatto e strutturato in modo da essere chiaro e leggibile. Esso deve contenere tutte le informazioni necessarie, da quelle base, come nome, cognome, professione e/o ruolo, nome dell’azienda; a quelle personali, come telefono e indirizzo e-mail. Questa è la base e per alcune tipologie di attività possono essere dati sufficienti. Se presenti e se hanno a che vedere con il lavoro, possono essere inseriti anche i contatti social o l’indirizzo del sito web. Queste informazioni sono superflue in alcuni casi, ma possono far comprendere diverse cose sul modo di lavorare di una persona, mettendo subito in chiaro l’ottica innovativa.

Il biglietto da visita deve essere accattivante e speciale per catturare l’attenzione, ma sempre elegante e formale. Quel piccolo oggetto, infatti, è la vetrina del professionista che deve quindi farsi notare, ma senza eccedere, dando una cattiva impressione. Con portali web specifici o un semplice programma di disegno è possibile realizzare il proprio biglietto da visita (in pdf o jpg) per poi mandarlo in stampa online. Dimensioni e forma dipendono dai gusti e dalla professione. Il classico è 8,5×5,5 cm. In caso di dubbio è meglio scegliere forme classiche, per non sbagliare mai. Si può impiegare un lato del cartoncino o uno solo, dipende anche dalle informazioni che vi vanno inserite.

Una nuova IP nel futuro lavorativo di Yoko Taro?

Molti lo conoscono come il direttore – e creativo – di grandi successi del mondo del gaming come SINoALICE, Nier, Dragkengard, eccetera. La carriera di Yoko Taro potrebbe presto affrancarsi però da quanto fatto fin qua e, secondo quanto rivelato da alcuni siti dedicati agli appassionati di videogiochi come PlayStationZone, persino dai big del settore come la casa madre Square Enix che ha prodotto e distribuito fino a questo momento gran parte delle sue creazioni.

Ai PAX East 208 Yako Taro annuncia novità e possibili progetti

A destare il sospetto sarebbero delle dichiarazioni, in sé in realtà molto vaghe, che l’autore e sceneggiatore giapponese avrebbe fatto durante il PAX East 2018 (la convention dedicata, ogni anno, alle ultime novità “indie” del mondo del videogioco, ndr). In particolare, Yoko Taro avrebbe approfittato dell’attenzione mediatica che genera qualsiasi appuntamento di questo tipo per rivelare a un famoso sito per appassionati di videogiochi che, complice il parziale insuccesso di critica e di pubblico di Nier, il suo prossimo progetto potrebbe essere una nuova proprietà intellettuale. Come si accennava, non è – per il momento, almeno – dato sapere se verrà continuata la collaborazione con Square Enix, né che tipo di IP abbia in mente nel dettaglio l’artista. Questa dichiarazione, del resto, va letta nel contesto di un’intervista dal carattere molto più personale e per certi versi intimo in cui Yoko Taro ha rivelato di non essere per carattere predisposto a programmare nel dettaglio il futuro e di preferire, invece, vivere più alla giornata. Pur nell’indeterminatezza del futuro dell’autore – che si porta dietro non meno incertezze su quali saranno i titoli su cui potrebbe puntare ora la casa madre e su come potrebbero rispondere di conseguenza i competitor – qualche suggerimento sembrerebbe venire dalla stessa intervista. Come rivelano da PlayStationZone, infatti, la più papabile tra le nuove IP a cui potrebbe dedicarsi Yoko Taro potrebbe essere King’s Knight, un gioco vecchio, uscito in versione originale nel 1986 per NES e MSX e che combinava elementi da sparatutto ad altri di gioco di ruolo, per questo l’interesse dello sceneggiatore potrebbe essere rivederlo in chiave moderna.

Quali sono le migliori chiavette USB

Esistono in commercio le migliori chiavette USB. Nell’articolo di oggi vogliamo consigliarvi alcuni dei migliori modelli, così da aiutarvi nel vostro prossimo acquisto.

C’è la SanDisk Extreme Go, chiavetta USB dalle prestazioni molto alte. La trovate sia da 64 GB che da 128 GB. E’ stata realizzata con eccellenti materiali, proprio per questo è molto resistente. C’è da dire che anche esteticamente è molto elegante. Con questa chiavetta potete trasferire i dati con una velocità 25 volte superiore rispetto a molte altre. E’ infatti compatibile con gli standard 2.1 e 3.0. Ha una velocità di scrittura di 150 Mbps e di lettura pari a 200 Mbps.

La Sandisk Cruzer Ultra Flair ha un interfaccia 3.0. Piccola per poter essere portata comodamente sempre con se ma realizzata con materiali buoni, per resistere a urti accidentali. La velocità di lettura massima è di 150 Mbbps e di scrittura di 100 Mbps. Meno perciò di quella appena vista. E’ veloce se la usate con una porta 3.0.

La Lexar JumpDrive Tough è stata realizzata per poter resistere a varie condizoni esterne non proprio favorevoli. E’ impermeabile, resiste infatti fino a 30 metri sotto l’acqua. Resiste alla pressione eccessiva, agli urti, le alte e le basse temperature. Il design è molto elegante, è leggera e offre buone caratteristiche tenciche. La velocità di lettura è di 150 MB/S e quella di scrittura 60 MB/S. Possiede il software EncryptStick Lite grazie al quale si possono proteggere i dati con una crittografia AES a 256 bit. E’ compatibile con la USB 2.0, 3.0 e 3.1.

La Toshiba TansMemory U301 è una delle migliori al momento in commercio. Ha uno standard 3.0 Super Speed. I tagli a disposizione sono tanti, fino a un bassimo di 64 GB. Le prestazioni di velocità sono molto alte. Ha una velocità di lettura fino a 70 MB/sec e di scrittura fino a 100 MB/sec. E’ resistente e capace di resistere a condizoni avverse.

La lexar JumpDrive S45 ha un buon design, è piccola ed è facile da installare grazie al suo sistema plug and play. Ha una velocità di lettura di 150 Mbps e di scrittura fino a 45 Mbps.

Cosa sono le ciglia magnetiche

Le ciglia magnetiche sono degli accessori utili per chi vuole infoltire le proprie ciglia e avere uno sguardo assolutamente… magnetico! Negli ultimi anni le donne sono molto attratte dalle ciglia finte, proprio perché rappresentano un’ottima estenzione di quelle naturali. Vediamo come funzionano e come sono fatte.

L’effetto è simile a quello naturale, con la differenza però che sono più lunghe e folte. Si tratta in definitiva di una peluria sintetica che è stata sviluppata su un nastrino semi-rigido munito di un magnete leggerissimo.

Su ogni occhio quindi ci sono due fila di ciglia e ognuna ha un magnete. Con questa tecnologia è possibile evitare di applicare sull’occhio sostanze dannose, come le colle per esempio. Per realizzarle è stato utilizzato unicamente un materiale sintetico, che è possibile applicare sull’occhio fino a 50 volte. Se tenete le ciglia magnetiche con la dovuta cura, probabilmente possono durare anche molto di più.

Per quanto riguarda l’applicazione è davvero molto semplice. Potete metterle sia sulle ciglia senza nulla sia truccate. Se però le vostre ciglia naturali sono chiare, allora il consiglio è di dare una passata di mascara nero per evitare di averle di due colori differenti. Dopo dovete prendere le due metà di ciglia per un occhio. Posizionatene una sopra la rima superiore e una nella rima inferiore. Le due parti aderiscono tra di loro e inglobano le ciglianaturali, unendosi in modo meccanico. Sappiate che, se decidete di potenziare ancora l’effetto delle ciglia magnetiche (io credo non ci sia assolutamente bisogno di farlo), potete usarci sopra il mascara. L’accessorio però si sciuperà prima e dovrete anche ricordarvi di pulirlo ogni volta.

Metterle è semplice ma lo è anche toglierle. Dovete afferrare le punte con indice e pollice, muovere le dita strofinando leggermente ed ecco che si sfilano.

Visto che questo genere di accessorio di solito non si usa sempre ma in occasioni speciali, è chiaro che possono durarvi tantissimo. Se le usate tutti i giorni entro un paio di mesi al massimo non saranno più buone. Se le usate invece un paio di volte al mese, potrebbero durarvi anche due anni. Tutto sta nell’uso che ne fate. Il primo paio magari non durerà tantissimo perché ci farete soprattutto tanta pratica ma, una volta imparato, dureranno di più.

Robot, matematica e intelligenza artificiale: la teoria dell’egemonia delle macchine

Dall’individuazione delle personalità con mentalità logico matematica, si è ben presto passati alla replica di questo tipo di modo di ragionare nella progettazione di robot, strumenti di intelligenza artificiale e replicanti. Questi argomenti sono infatti oggi all’ordine del giorno e appassionano persone di ogni genere ed età perché coinvolgono, non solo robot e sistemi di intelligenza artificiale di alto livello per la NASA o per istituti scientifici speciali, ma anche perché le scoperte si ritrovano poi nella realtà quotidiana.

Basta pensare a sistemi robotici che si possono impiegare per la pulizia di casa o per cucinare, ai sistemi domotici per gestire gli impianti di casa o anche alle semplici simulazioni di giochi per allenarsi, come quelli su www.videoslotmachineonline.it.  A seguire le evoluzioni di questo settore, quindi, ci sono tutti coloro che sono curiosi relativamente al progresso matematico-informatico e alle innovazioni tecnologiche. Se da una parte queste innovazioni incuriosiscono, però, dall’altra incutono anche molto timore.

Spaventano in generale il possibile annullamento dei rapporti umani, la riduzione dei posti di lavoro per le persone e l’eventualità di una “sottomissione” dell’umanità. È proprio sulla base di queste paure e sul crescente ingresso dei robot nella realtà di ogni giorno che affonda le radici una famosa, benché bizzarra, teoria di Bostrom di una quindicina di anni fa, rispuntata qualche giorno fa sulla bocca niente poco di meno che di Bill Gates, il guru dell’informatica.

La teoria dell’egemonia delle macchine: da Bostrom a Gates

Il filosofo svedese Nick Bostrom ha formulato una teoria secondo la quale il mondo potrebbe in futuro perire di fronte a una forma di intelligenza artificiale evoluta. Lo strumento “di distruzione” secondo la teoria potrebbero essere le graffette. Il riferimento non è a un’arma sinonimo dei piccoli oggettini di cartoleria, ma si tratta proprio di quelli: quei piccoli prodotti di fil di ferro che si utilizzano per accorpare fascicoletti di fogli e presenti in qualunque cassetto d’ufficio, scrivania, tavolo da lavoro di bambino. Alla base di tutto c’è una probabilità di evoluzione e di apprendimento delle menti artificiali, dal 2003 oggi tra l’altro una realtà.

Si ipotizzi che un cervello artificiale impari il comando di produrre quante più graffette è possibile fare. Egli avrebbe tutti gli strumenti per farlo senza alcun limite: gestirebbe i materiali, la produttività grazie allo sviluppo autonomo di microprocessori quantici, sfrutterebbe sistemi matematico-economici per guadagnare miliardi continuamente, continuando a investire in graffette, senza sprechi, fino a esaurire le risorse della Terra. Sarebbe così la fine dell’umanità, sepolta e dimenticata sotto intere montagne di graffette. Tutto questo senza alcun senso di colpa, senza opportunismo, semplicemente svolgendo al meglio un compito assegnato.

La realtà e la teoria delle graffette

La teoria ovviamente è inverosimile ed è sforzata per far comprendere al meglio, ma di fatto non è impossibile. Essa tuttavia potrebbe accadere se le intelligenze artificiali potessero esplodere, replicandosi autonomamente, cosa che oggi ancora non è accaduta. O meglio, non in misura così catastrofica. Accade però per certi versi ogni giorno quando per curiosità le persone rimangono attonite nel vedere download non comandati sul web, quando per curiosità si ritrovano a digitare cose richieste da finestre spuntate dal nulla etc. Le richieste diventano sempre più incalzanti e anche quando si chiudono le finestre, in realtà esse restano aperte continuando a lavorare. Ecco quindi che il programma informatico, di fatto prende il sopravvento.

Cosa vedere a Le Cale d’Otranto

Nel territorio salentino vi sono molte cose da vedere, tra queste non può mancare il resort

Le Cale d’Otranto. Si trova nella zona di Torre Santo Stefano, quindi molto vicino ad Otranto. Ovviamente chi visita questo luogo ne rimane piacevolmente meravigliato. Mare e natura che lo circonda, questi sono gli ingredienti che danno origine alla località di cui parliamo oggi.

Molte sono le pinete, così come le piante mediterranee da vedere. Non mancano gli ulivi,  infatti una delle cose da provare a livello culinario è l’olio e le stesse olive. Il resort è ubicato in una zona ricca di spiagge, quest’ultime molto belle. Che dire inoltre del mare? Un’acqua assolutamente perfetta chiara e molto limpida.

Chiunque abbia visitato questa località non può far altro che parlarne bene. Sia la flora che la fauna sono ottime, anche il clima è semplicemente perfetto. Insomma, un luogo da consigliare a tutti per una vacanza. Ricordiamo che anche la cucina è eccellente.

Informazioni sul resort le Cale d’Otranto

Le Cale d’Otranto, come detto in precedenza, si trova nella località di Torre Santo Stefano. Venne realizzato grazie all’uso della Pietra Leccese, una roccia calcarea molto bella ma sopratutto non difficile da lavorare. Numerose infatti sono le costruzioni realizzate con questa tipologia di pietra.

Nel resort vi sono ben 424 camere, tutte seguono lo stile mediterraneo. Due piani per la disposizione delle stanze. Ma non è tutto, qui ricordiamo altri aspetti tipici riguardanti il resort Le Cale d’Otranto.

  • Un grandissimo giardino
  • Un centro benessere
  • Un campo da golf
  • 2 ristoranti
  • 2 piscine (collocate all’aperto)
  • 2 bar
  • Una palestra
  • 10 campi da tennis
  • 1 terrazza panoramica.

Come è facilmente intuibile non è solamente una zona perfetta per andare al mare o godersi la natura, qui ci si può divertire e passare il tempo in moltissimi altri modi.

Il mare e le spiagge

Come dicevamo prima questo luogo è incantevole. Le Cale d’Otranto è piuttosto ricercato dai turisti. Le spiagge da sogno non mancano, infatti vi sono vari lidi esclusivi dove passare il proprio tempo. Tra questi non può mancare all’appello Rada della Caréula. Per molti è un paradiso terrestre, c’è anche una grotta in quest’area. Insomma, divertimento assicurato.

Inutile dire che le spiagge sono ben attrezzate. C’è la possibilità di affittare lettini sdraio, ombrelloni e quant’altro. Inoltre, anche i bar sono presenti così che non possa mancare il minimo confort.

Ma in quanto località di mare, c’è da sfruttare tutta la sua bellezza o no? Oltre a prendere il sole e fare qualche tuffo rinfrescante, sono organizzate attività per l’intrattenimento molto carine. Non mancano appunto le immersioni subacquee. C’è anche chi fa snorkeling, un’altra esperienza da provare per chi non lo avesse mai fatto.

Come arrivare a il resort Le Cale d’Otranto

Il Resort Le Cale d’Otranto è possibile raggiungerlo con qualunque mezzo a due o quattro ruote. La strada da intraprendere è la A14, giunti a Bari va imboccata invece la SS16 per la destinazione Lecce. Naturalmente è presente un ampissimo parcheggio gratuito.

Apparecchi per la registrazione nascosti: a che cosa servono

Un registratore vocale nascosto può essere davvero molo utile per moltissimi motivi e infatti questo tipo di apparecchiatura è usatissima in caso di molestie, minacce o anche truffe al fine di avere le prove per procedere legalmente e rivolgersi a chi di dovere ottenendo la tutela necessaria.

Molestie

Eventuali molestie sul luogo di lavoro o anche in casa possono essere registrate con uno strumento che ha proprio questa funzione. Non c’è alcun tipo di rischio di essere scoperti durante la registrazione perché il dispositivo non emette alcun tipo di suono o rumore. Il raggio di registrazione è molto ampio e ciò permette di una buona qualità del suono anche se il registratore è messo dentro una zaino o una borsa.

Minacce e stalking

Un registratore vocale può essere di grande aiuto per poter registrare in modo nascosto minacce, vessazioni, intimidazioni etc. come quelle che possono venire da parte di un ex compiango, marito, partner o altro. In questo secondo caso, si parla proprio di stalking. Dopo aver registrato le minacce, si può portare la registrazione fatta presso le autorità competenti con il fine di emettere un’ordinanza restrittiva che impedisce al soggetto di avvicinarsi a meno di tot. metri alla persona oggetti di minaccia. Potrebbe sembrare poco ma raccogliere ogni genere di prova contro un soggetto violente è il primo passo per poterlo poi incriminare. Oggi si parla tantissimo di stalking e le registrazioni di conversazioni nonché di messaggio e – mail sono sempre utilissime anche a un avvocato per poter procedere legalmente per l’affido esclusivo dei figli minorenni, per esempio.

Truffa ed estorsioni

Anche nel caso in cui una persona subisca una truffa oppure sia vittima di estorsioni varie, il registratore vocale nascosto aiuta a ottenere le prove che servono per agire poi presso i dovuti uffici legali. È difficile avere le prove di una truffa e beccare in flagranza di reato un truffatore che raggira le persone per avere del denaro in cambio. Finti profeti, santoni spirituali, sedute spiritiche, guru della dieta, geni della finanza e molti altri possono essere inchiodati da una registrazione vocale.