Crisi idrica a Roma, perdite ridotte al 37%. Ma la crisi continua

Piogge e prelievi da Bracciano non possono salvare Roma. Intanto le aziende si affidano ai boccioni d’acqua negli uffici

foto da notizie.it

Giornali e televisioni hanno passato un’estate intera a parlare. Il problema della mancanza di acqua a Roma è dipeso più dalle perdite delle tubature di Acea, la municipalizzata che gestisce il servizio idrico comunale, più che dalla siccità del lago di Bracciano.

L’azienda, in vista della scorsa estate, pensava di poter prelevare dal lago 800 litri al secondo: le temperature e l’assenza di pioggia hanno però sparigliato i piani, costringendo il Campidoglio a ridurre la fornitura.

Dopo i lavori effettuati su 5400 chilometri di condotte, i vertici di Acea hanno fatto sapere che il servizio nella capitale è tornato regolare. L’emergenza, però, non è finita del tutto.

Il tasso di perdita nella rete idrica, secondo i dati diffusi nei giorni scorsi dalla municipalizzata, sarebbe sceso dal 45 al 37%, grazie a 2300 tra piccoli e grandi interventi di manutenzione compiuti dai tecnici tra metà luglio e fine agosto.

Un’opera di risanamento delle infrastrutture che, come ha spiegato alla stampa Stefano Donnarumma, amministratore delegato di Acea, ha permesso la riduzione delle perdite. La crisi idrica, però, non è ancora finita, “anche perché la pioggia autunnale tarda ad arrivare e la carenza di acqua è rimasta profonda”; ha detto Donnarumma. Ad oggi, ha sottolineato l’ad di Acea, “mancano circa 2,3 – 2,4 metri cubi al secondo rispetto ai 17 medi in genere ricevuti dagli acquedotti romani”.

In estate la fornitura è stata razionalizzata in alcune zone della città – anche in quelle più produttive e con maggiore concentrazione di aziende e servizi – e nei piani più alti degli edifici. Tante aziende hanno dotato i rispettivi uffici con boccioni di acqua a Roma e nell’immediata periferia della capitale, molte altre lo stanno già facendo, in vista della prossima estate, che si preannuncia critica. Dipendere dalle temperature e dalle piogge per garantire acqua ai dipendenti non è una soluzione a sostenibile a lungo termine; i boccioni garantiscono acqua di qualità certificata, sprechi ridotti al minimo e, soprattutto, un servizio di rifornimento che consente di rimanere mai a secco. Una soluzione utilizzata sempre più spesso dalle aziende della Capitale per non trovarsi più impreparate.

Della crisi idrica è tornata a parlare la prima cittadina romana Virginia Raggi in occasione del summit internazionale Acqua e Clima organizzato in Campidoglio dal Ministero dell’Ambiente, citando un passaggio della Bibbia. “Il testo della Genesi”, ha detto Raggi, “invita l’uomo a prendersi cura del creato e ognuno può fare la propria parte per incidere sul futuro. Bastano anche semplici gesti come, ad esempio, evitare di sprecare l’acqua potabile“. Al summit è intervenuto anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha sottolineato: “Occorre ottimizzare l’uso dell’acqua, mantenendo inalterati gli standard di qualità. Si tratta di un equilibrio che può essere raggiunto soltanto dedicando maggiori energie alla ricerca e alla divulgazione di buone pratiche. Occorre, infatti, ottenere risultati concreti nel più breve tempo possibile”.